L'impatto settimanale di Covid-19 sulla ristorazione e sul commercio
COVID-19

L’impatto settimanale di Covid-19 sulla ristorazione e sul commercio

By Aprile 2, 2020 Aprile 3rd, 2020 No Comments

L’espansione del coronavirus (COVID-19) ha avuto inevitabili effetti sull’economia e sui commerci di tutto il mondo. Già da qualche settimana non solo l’Italia, ma anche altri paesi d’Europa e del mondo hanno deciso di chiudere tutti i negozi al dettaglio e gli esercizi commerciali non di prima necessità. Rimangono quindi aperti spesso con orari ridotti e alte misure di sicurezza i supermercati, i piccoli alimentari e anche i ristoranti, i quali però possono lavorare esclusivamente tramite i servizi di delivery.

Nonostante questo, sono ancora in molti a decidere di tenere le serrande abbassate. In Tiller abbiamo la possibilità di monitorare settimanalmente gli effetti di COVID-19 sulla ristorazione e il commercio nei tre paesi in cui siamo attivi – Italia, Francia e Spagna – e vorremmo mostrarveli. Di seguito troverete in giallo il numero di negozi attivi al giorno e in blu il numero di ordini al giorno.

Ultimo aggiornamento: 02/04/2020

🇮🇹 Italia

Mentre il virus in Italia ha iniziato a diffondersi a partire dalla fine del mese di febbraio, solamente da inizio marzo sono iniziate le misure restrittive su tutto il territorio. 

Il numero di esercizi attivi è inferiore del 79% rispetto al periodo antecedente l’inizio dell’emergenza, mentre gli ordini sono diminuiti dell’82%.

Italia

🇪🇸 Spagna

In Spagna, lo stato di allarme è stato decretato il 14 marzo, giorno in cui si osserva un generale calo in tutto il paese.

Il numero di esercizi attivi è inferiore dell’89% rispetto al periodo antecedente l’inizio dell’emergenza, mentre gli ordini sono diminuiti del 94% e continuano a diminuire.

Spagna

🇫🇷 Francia

Il governo francese ha annunciato la chiusura totale un paio di giorni dopo rispetto alla Spagna, il 16 marzo. Tuttavia, il calo ha iniziato a mostrarsi già dal fine settimana antecedente.

Il numero di esercizi attivi è inferiore dell’88% rispetto al periodo antecedente l’inizio dell’emergenza, mentre gli ordini sono diminuiti dell’88%.

Francia